Interoperabilità, Targeted Advertising, Privacy, profilazione, Connected TV: tutto ciò che potremo continuare a fare quando entreremo nello scenario cookieless. Salvo Nicotra, CTO di Neodata Group spiega cosa significherà per le aziende.

 

Ultimamente abbiamo parlato di interoperabilità, ovvero della possibilità di utilizzare tecnologie che facilitino le relazioni tra i diversi player di mercato. Per sua natura, Neodata Group si è sempre posta come interlocutore tra Publisher e Advertiser e oggi questo ruolo conta più che mai, in uno scenario in evoluzione e con un gran numero di operatori.

Quali sono le possibilità dal punto di vista tecnologico?

Le soluzioni che non utilizzano Cookie di terze parti sono diverse: alcune possono sembrare “vintage” perché in uso da diversi anni, ma sono oggi potenziate da motori di Intelligenza Artificiale e Machine Learning decisamente più avanzati.

Innanzitutto c’è lo sviluppo delle soluzioni di Identity, ovvero le informazioni sull’identità dell’utente che sostituiscono il cookie nella sua identificazione. Stiamo parlando, ad esempio, dei dati dichiarati in fase di registrazione dall’utente stesso (mail, numero di telefono, ecc…). Questo naturalmente protetto da una tecnologia GDPR-Compliant, che è il sine qua non di tutto lo sviluppo tecnologico di Neodata.

Un’altra ipotesi è l’utilizzo del Contextual Advertising, soluzione ben nota e consolidata, ma molto evoluta grazie alla tecnologia e, nel nostro caso, potenziata ulteriormente dal motore di Sentiment Analysis. Inoltre, il Contextual Advertising è anche ritenuto uno degli strumenti più efficaci dagli utenti stessi, che sono maggiormente interessati a un messaggio correlato al contenuto che stanno visitando.

Infine, l’utilizzo di soluzioni basate sull’Intelligenza Artificiale rimane fondamentale. Queste tecnologie sono in genere proprietarie e hanno l’obiettivo di mettere insieme, di fare un matching di informazioni diverse tra loro e provenienti da diverse fonti, per riconoscere gli utenti.

Come deve essere gestita la privacy degli utenti?

Naturalmente tutte le soluzioni devono prevedere la raccolta del consenso informato degli utenti. Tuttavia, se finora la profilazione degli utenti era fatta tramite la raccolta delle informazioni personali del singolo utente, adesso con i nuovi sviluppi diventa necessario un livello di astrazione: occorre cioè sviluppare dei modelli di profilazione che riguardano il target in generale, non tanto il singolo utente. Per questo Google parla di Modelling: non interessa più chi è il singolo visitatore di un sito web, anche perché è un dato più difficile da ottenere, interessa però conoscere il target di appartenenza, per poter poi svolgere azioni come il retargeting e per i modelli di attribuzione.

Su cosa vuole puntare Neodata?

Oltre alle soluzioni già citate, ci siamo concentrati negli ultimi mesi sulla Connected TV. Tramite la nostra piattaforma di Audience Management exaudi gestiamo e profiliamo le Audience dei primi 7 canali della TV Digitale: RAI, Mediaset e La7. L’obiettivo è quello di creare un ponte diretto tra gli Advertiser e i Broadcaster, rendendo più semplice per i primi pubblicizzare i loro prodotti e supportare la creazione di un’offerta personalizzata e unica che tenga insieme i canali lineari e quelli digitali.

Mi piace pensare che il binomio privacy e profilazione sia un po’ come lo Yin e lo Yang della filosofia cinese: non si possono separare e in qualche modo vanno avanti insieme. Il ruolo di Neodata, come abbiamo spiegato durante l’ultimo webinar, è quello di sviluppare una tecnologia che abiliti e faciliti le relazioni e che renda le aziende libere e indipendenti in un ecosistema complesso come quello dell’Advertising Digitale.

Salvo Nicotra

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